Preparativi per Lucca Comics 

Cosplay maschereSarà anche presto, ma qui occorre già pensare al prossimo Lucca Comics. Non ho ancora in mente che personaggio fare, pensavo di interpretare qualcuno del videogioco Tekken ma non so chi. Il mio personaggio preferito è sempre stato King, ma mi rendo conto che sia difficile da realizzare con le mie povere risorse. E per povere risorse intendo il non avere tutti i muscoli che ha lui di natura 😀

Pensavo di fare Paul, che già è più fattibile. Non so che versione scegliere, se quella standard o quella special. Forse quella standard è più facile da realizzare, bastano dei pantaloni di pelle e un chiodo, qualche accessorio che abbia le fiamme, un po’ di borchie et voilà. So che i cosplayers seri fanno tutto per filo e per segno in modo da replicare il personaggio prescelto nel minimo dettaglio, per me è la prima volta che vado vestito da qualcosa, mi sembra già di fare troppo!

Se scelgo la versione special mi serve una divisa da karate, e dove la trovo? Ho già dato un’occhiata al negozio sportivo ma hanno dei costi spropositati, poi dovrei personalizzarla per farla identica a quella che ha lui nel gioco. In più devo cercare delle parrucche vendita online perché non sono biondo né saprei come realizzare quella cresta abnorme che è un po’ la sua particolarità.

Non so, sono molto indeciso. Non mi convince a pieno il personaggio che ho scelto, quasi quasi mollo tutto e faccio Panda, almeno mi basta trovare un costume già pronto senza dovermi stare a preoccupare troppo! O forse, come ogni anno, tornerò a Lucca senza costume, perché tutte le volte parto a mille con i miei progetti e poi non li porto a termine. Ho paura che andrà a finire così anche questa volta 😀

Quando l’umano non c’è

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Avete presente il detto quando il gatto non c’è i topi ballano? Ecco, io lo potrei riscrivere con quando l’umano non c’è i gatti ballano. Ho due gattoni, sono i miei bambini praticamente, mi hanno insegnato tante cose che non sapevo di questi meravigliosi felini: una fra tutte, sono affettuosi. In una maniera diversa rispetto ai cani, ma ti sanno dimostrare tutto l’affetto che provano per te.

Il problema è che sanno come divertirsi, nascondendosi in posti improbabili e facendoti dannare l’anima per ritrovarli. Io ne ho due, due trovatelli che, da cuccioli, sentii piangere dietro casa. Sono due fratellini, un maschietto e una femminuccia, che ho chiamato Pina e Pino (li ho trovati sotto a un pino, la mia fantasia fa abbastanza schifo). Sono la mia ombra, quando sto in casa, mi sono sempre vicini, fanno le fusa, impastano e giocano tra di loro.

Il problema è che non accettano che il loro umano stia fuori otto ore per lavorare. All’inizio, quando erano piccoli, uscendo li sentivo piangere e il mio vicino di casa mi disse di averli sentiti lamentare per molto tempo, questa cosa mi dispiaceva molto. Ora però si sono ambientati bene…forse anche troppo.

Ieri sono tornato da lavoro e la prima cosa che ho visto aprendo la porta è stato un asciugamano del bagno di fronte all’ingresso: qualcosa non tornava. Insieme all’asciugamano c’era anche un pupazzetto che tengo sul letto della mia camera, e le cose iniziavano a quadrare: Pino e Pina, il duo malefico, si erano divertiti mentre non c’ero.

Ho iniziato a cercarli e chiamarli, riportando nel mentre le mie cose a posto, ma niente da fare: non riuscivo proprio a trovarli in nessun posto! Ho guardato in tutti i punti dove di solito stanno, sul letto o il divano, sopra ogni mensola, sulle casse dell’acqua (sì, dormono lì sopra). Volete sapere dove erano a dormire? Sul ferro da stiro, ne ho uno con la caldaia bello largo. Erano lì sopra, beati e tranquilli e anche quasi infastiditi dal mio cercarli. Piccole pesti!

L’omaggio odioso

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3-pagina_omaggi_01Qualche giorno fa mi è arrivata un’email che mi diceva visita il sito web per riscattare il tuo omaggio, ho appurato che non fosse una truffa o una mail di scam e, dopo aver avuto le conferme chiamando direttamente la casa madre della ditta interessata, ho cliccato davvero. In pratica l’omaggio funzionava così: c’era una specie di roulette, bisognava scegliere un numero e un’estrazione random avrebbe scelto il mio omaggio. Un’idea davvero molto simpatica, di solito ti rifilano quei peluches o quelle cose inutili con il proprio logo che, puntualmente, finiscono per essere riciclate in regali di compleanno o di qualsiasi altra festa comandata e non, o direttamente in uno scatolone.

Avevo vinto un trapano avvitatore, che a dire il vero mi serviva per la casa dato che il mio mi ha abbandonato dopo molti anni di onorata carriera. Bene, mi dico, visto che le mail sono soggettive adesso mi arriverà una comunicazione nella posta elettronica che mi ricapitolerà tutto, i miei dati e quant’altro, permettendomi, in caso, di modificare qualcosa.

No. Non era così semplice, anzi. Per prima cosa ho dovuto chiamare il numero indicato dalla schermata che mi comunicava che avevo vinto e che cosa. Successivamente ho dovuto aspettare mezz’ora al centralino che prendesse la linea, ascoltando la Primavera di Vivaldi distorta. Poi ho parlato con quattro operatori diversi, chi mi chiedeva il nome, chi mi chiedeva il nome dell’azienda, chi la partita iva. Alla fine ho detto che non ero più interessato, allora mi hanno passato l’ennesimo operatore addetto, evidentemente, alle rinunce.

So che è maleducato, ma alla fine ho riattaccato e, quasi per beffa, subito dopo mi è arrivata la mail che mi comunicava la spedizione al mio indirizzo.

Il mal di testa è il mio BFF?

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BFF significa Best Friend Forever e a quanto pare, il mio mal di testa si è messo in testa di esserlo per me. La cosa non è corrisposta, ho provato a farglielo capire, ma proprio non c’è niente da fare: se ne sta sempre lì, a ronzare come un rasoio elettrico alla massima potenza, fastidioso e rumoroso.

Oltre al classico mal di testa da stress, stanchezza o qualunque altra cosa comune, soffro anche di sinusite. Volete sapere perché? Perché da piccolo non mi sono mai asciugato i capelli. Li ho sempre portati molto lunghi, oltre la metà della schiena, ma non ho mai avuto voglia di asciugarli, specialmente in estate.

Mia madre mi ha sempre detto che un giorno avrei rimpianto il non averlo fatto, io l’ho sempre sottovalutata, pensando che fosse l’ennesima inutile raccomandazione materna, dovuta da ansia e troppa apprensione. Ovviamente aveva ragione lei.

Adesso, pur portando sempre i capelli molto lunghi, sono costretto ad asciugarli sempre, anche in estate con 40 gradi all’ombra e in vacanza, al mare, quando tra docce e bagni si è sempre sotto l’acqua. Il motivo? La sinusite.

La sinusite è una delle cose più brutte che ci siano al mondo, perché se ne sta lì zitta zitta e poi, appena può, ti assale e ti dilania, rendendoti affabile come un orso bruno affamato. Io se ho la sinusite non posso avere contatti sociali, altrimenti poi mi gioco conoscenti e amici, per come rispondo. Più che altro, spiegateglielo a chi non sa cosa sia la sinusite che il motivo del proprio comportamento è dovuto a semplice mal di testa e non a una personalità borderline.

Che poi, direte voi, prenditi un’Aspirina, no? No. Non mi funziona e in più odio con tutto il cuore dover prendere i medicinali.

Ho trovato lavoro!

Ho iniziato finalmente a lavorare avendo trovato un impiego a tempo indeterminato in un fast food, non è il sogno della mia vita, ma in questo periodo di crisi non si può certo essere troppo schizzinosi in ambito lavorativo!

Nonostante sia laureata con ottimi voti in Lettere Moderne, non ho trovato nient’altro – e la cosa si estende a tutti i laureati in tutti i settori, dato che il mio ragazzo è un Fisico e lavora come commesso in un negozio di calzature! – ma sinceramente sono molto felice di tutto ciò.

Faccio dei turni abbastanza buoni, a parte per quanto riguarda il turno 19:00 – 3:00, il peggiore di tutti che non passa mai (e, tanto per gradire, ho iniziato proprio con questo!), e ho dei colleghi molto giovani coi quali mi trovo benissimo. È piuttosto stancante, devo ammetterlo, specialmente considerata l’inciviltà di molti clienti che neppure gettano via lo sporco dai vassoi come dovrebbero fare e che, puntualmente, dobbiamo fare noi.

Lo stipendio è molto buono, soprattutto di questi tempi, e sono veramente molto contenta e soddisfatta di aver trovato questo posticino nella mia città, a cinque minuti da casa mia che posso raggiungere tranquillamente a piedi senza bisogno di fare su e giù con treni, autobus o automobile.

Con la prima paga mi sono comprata un robot aspirapolvere iRobot che mi pulisce la casa quando non ci sono perché quando torno, sinceramente, ho voglia di fare tutto meno che di prendere scopa e paletta e mettermi a pulire. Pensa a tutto lui, lo imposto all’orario che voglio e quando torno lo ritrovo alla sua base con i pavimenti lustri e perfetti.

In questo modo ho potuto così aprire un mio blog dove parlo di libri, che recensisco e analizzo essendo una vera e propria divoratrice, considerato che ne leggo in media 4 al mese, ovvero uno alla settimana. Spero di poterlo portare avanti quanto vorrei, considerato il lavoro e la vita privata, per adesso non mi lamento. Mi sono pianificata i post che voglio pubblicare per tutto il mese, per cui ho già le scadenze presenti sulla mia agenda che mi aiutano a capire bene come muovermi al meglio.

Di solito quando torno a casa, mentre cucino, mi metto a rileggere i miei appunti presi durante la lettura (che mi concedo prevalentemente nel week end) e butto giù le parole per come mi vengono: sembra che i (pochi) lettori che ho già potuto guadagnare siano entusiasti del mio stile di scrittura e questa, a mio avviso, è la cosa più importante.

Prestiti veloci

I prestiti veloci sono un’ottima soluzione per le persone che hanno bisogno di una somma di denaro anche abbastanza cospicua in pochissimo tempo. Non ci sono vincoli di destinazione, ovvero non è necessario specificare il motivo della richiesta di denaro che potrà essere utilizzato per qualsiasi finalità – dal pagarsi una vacanza alla ristrutturazione di una casa, ma anche per poter saldare un conto arretrato con qualche utenza, per esempio.

Il prestito veloce, non essendo dunque finalizzato, viene stipulato direttamente tra il richiedente e l’istituto finanziatore, senza mediatori. Il tetto massimo di credito che può essere richiesto si aggira attorno ai 10.000 euro, salvo eventuali eccezioni in particolari casi.

Essendo un prestito, per l’appunto veloce, consente di velocizzare tutta la parte burocratica che generalmente sconforta tutti gli utenti in cerca di un credito da parte di banche o finanziarie. Il denaro, infatti, viene accreditato in tempi molto brevi, generalmente entro 48 ore appena: chiaramente, anche sulla velocità, gioca molto l’affidabilità del cliente che richiede e le garanzie in suo possesso. Chi non dovesse avere garanzie valide o chi fosse, per esempio, una persona catalogata come “cattivo pagatore”, segnalato dunque dagli enti specializzati, potrebbe avere qualche piccolo intoppo in più.

Basta, comunque, soltanto avere come garanzia la busta paga o chiedere aiuto a un proprio amico, parente o conoscente affinché venga indicato come garante. Nel caso della busta paga si potrà ricorrere alla cessione del quinto come soluzione per restituire il credito dando le giuste garanzie all’ente erogatore, nel caso del garante, sarà lui a restituire il credito in caso di insoluto da parte del debitore.

Le garanzie dipendono ovviamente anche dalla tipologia e dall’ammontare di denaro richiesta dall’utente. Per quanto riguarda la modalità di restituzione non c’è una regola fissa, la questione cambia da istituto a istituto.

Generalmente per i prestiti veloci vengono applicate mensilmente delle rate che, nel caso di insoluti, potrebbero essere ulteriormente aumentate dalle eventuali more che scattano quando non viene pagato tutto a tempo debito. La rateizzazione, oltre che dall’istituto, dipende chiaramente anche dal reddito di chi ha richiesto il prestito: le rate e il tasso di interessi non potranno superare determinate soglie oltre le quali si parla di tasso d’usura.

Leggere sempre con moltissima attenzione il contratto e affidarsi, magari, a un consulente finanziario sono due azioni vincenti per evitare di imbattersi in prestiti veloci non consoni alle nostre possibilità.

I vicini rumorosi mi impediscono il sonno

Dopo che sono tornato da una notte al lavoro, appena rientrato in casa non ho voluto far altro che buttarmi sopra il letto e dormire. E questo non credo che sia così strano e pretenzioso.
E invece mi sbagliavo!
Appena mi sono sdraiato sul letto ho preso sonno in men che non si dica. Ma poco prima di entrare nella fase profonda del sonno, di quella che non mi avrebbero svegliato neanche le cannonate, improvvisi rumori mi hanno fatto sobbalzare.
I vicini stavano spostando mobili.
Ma non potevano aspettare ancora qualche secondo?
Rumori di mobili spostati dunque, ma anche risate e urla. Parole pronunciate ad alta voce. Insomma, per loro era giorno.
Il rumore e tutto quel brusio erano certamente forti, ma costanti e dal sonno che avevo ho cercato di abituarmici.
Ci ho messo un po’, mentre sbuffavo nervosamente ad intervalli regolari. Poi ci stavo per riuscire a riprendere sonno nonostante tutto quel fracasso maledetto.
Ma di punto in bianco un rumore più forte spezza la costanza. Un trapano elettrico usato sul muro, o da qualche altra parte vicino al muro che dà sulla mia camera.
E poi altri rumori, sempre diversi.
E io che avevo gli occhi sempre più gonfi e stanchi.

Certo, loro non potevano saperlo che io avevo lavorato di notte e che quindi dovevo dormire, però è pur vero che erano lo stesso le 6 del mattino, non proprio l’orario ideale per mettersi a fare certi lavori. Van fatti più tardi quelli, maledizione!

Ho provato a mettere le cuffie, poi i tappi, ma nulla ha funzionato. Nessuna soluzione è risultata essere adatta.

A quel punto mi sono deciso ad andare a bussare alla loro porta e spiegargli la situazione.
Mi infastidisce fare il burbero, anche quando magari non ho completamente torto, ma stavolta non potevo fare diversamente, stavolta dovevo bussare e chiedergli di smettere. Avevo un immane bisogno di dormire tanto e bene.
Così sono sceso dal mio letto, mi sono messo addosso qualcosa di decente, sono uscito dalla mia camera e sono andato in bagno dove mi sono buttato un po’ di acqua sul viso che poi ho asciugato nervosamente, dopodiché sono uscito sul pianerottolo delle scale del condominio e con due passi svelti mi sono trovato davanti alla porta di casa dei vicini.
Ho suonato e dopo qualche secondo il capofamiglia mi ha aperto la porta raggiante, ma subito si è un po’ preoccupato perché ha visto il mio volto totalmente gonfio di sonno.

Gli ho spiegato la situazione e loro si sono scusati tanto, anche oltre il dovuto.

Tutto è bene quel che finisce bene.

Alla fine ho dormito come un ghiro fino alle 13, quando il brontolare dello stomaco affamato mi ha svegliato.
Ora vado a pranzo.

Una faticosa corsa all’aria aperta

Stamattina sono uscito di casa di buonora perché volevo iniziare il weekend con una bella corsetta salutare alle prime ore del mattino, nella totale frescura tipica dell’immediato “dopo-alba”, mentre la maggior parte della gente è ancora nelle case che dorme e quindi in giro c’è una calma dolce e confortevole.
Insomma, l’ambiente e l’orario ideali per farsi una corsetta. E così ho fatto.

La sola cosa che è andata diversamente da come speravo è durante la corsa, verso le battute iniziali, mi sono trovato davanti ad un problema niente male, costituito dal fatto che era da un bel po’ di tempo che non correvo e quindi fin da subito ho forzato la corsa, sottoponendo il mio corpo ad uno sforzo a cui non era più abituato e dunque subito mi è venuto l’affanno ed ho cominciato a sentire le gambe pesanti.
Così mi sono fermato un po’ per recuperare.

Dopo qualche minuto ho ripreso la corsa, ma con un ritmo blando, affatto sostenuto.
Prima di accelerare un po’ dovevo rompere il fiato.

Comunque a quel ritmo lento mi sono goduto ogni singolo anfratto verde del parco e devo dire che è stato tutto molto bello. Una piacevole sorpresa tra l’altro perché pur passando il giorno sulla via che costeggia quella zona verde, alcune cose non le avevo mai notate così bene a causa del ritmo frenetico che ha la vita pregna di pensieri e di lavoro soffocante che lascia poco tempo per se stessi e per godere delle piccolezze che ci offe la natura. Piccolezze che, quando le noti, diventano grandiose bellezze.

Per esempio un laghetto nascosto tra gli alberi dove sguazzano fieri cigni ed oche.

Gustandomi tutto questo pian piano ho iniziato di nuovo ad aumentare il ritmo della corsa. Via via sempre di più.
Sono riuscito a resistere con questo ritmo veloce un po’ di più di quanto non avevo resistito prima.
Poi però pian piano ho dovuto calare. Ero diventato rosso, quasi scoppiavo. Le scarpe da ginnastica fumavano, i vestiti erano zuppi e il cardiofrequenzimetro è andato vicino all’esplosione e al tilt per i tanti battiti al minuto che doveva calcolare.
Insomma, alla fine mi sono dovuto arrendere.
Tutto sudato mi sono seduto su una panchina, piegato in due dalla stanchezza.
Non ho più la resistenza di una volta.
Ho pensato che avrei dovuto riprendere a correre, ad allenarmi un po’; non tanto e non solo per rimettermi in forma, ma per dare respiro e più salute al mio corpo e conseguentemente al mio spirito.

Ora sono qui a scrivere, a raccontarvi questa cosa e sono pieno di acido lattico accumulato nei muscoli. Le gambe mi fanno male. Sono pieno di dolori.
Tuttavia rifarei la stessa cosa se potessi tornare indietro.
Infatti la rifarò domani mattina.
Tutto sommato è stato bello.

Mi è tornata la voglia di correre

corsaSuccede che a volte sento il bisogno di andare a correre un poco, ma che non abbia voglia di farlo uscendo di casa.

Mi servirebbe un tapisroulant, ma al momento sto sotto spese e non posso in alcun modo permettermelo.
Lo so che rimanendo in casa mi perdo le cose belle che si vedono in un parco, qualche animale, qualche papera. Lo so che respirare aria fresca fa bene così come fa bene sudare all’aperto piuttosto che in casa con l’aria viziata. E seppur in casa si suda tenendo le finestre aperte per far circolare aria nuova, non è mai la stessa cosa che correre all’aperto con l’aria pulita perenne che ti circonda.

Solo che mi capita di non avere voglia di uscire. Sono molto svogliato a volte e questa svogliatezza mi rende particolarmente una testa dura nel non voler uscire. Questa svogliatezza addormenta anche la volgia di andare a correre. Forse mi manca solo un po’ di forza di volontà.
Però così perdo anche quella piccola occasione di mettermi in forma col fisico e lo spirito.

Talvolta in questi miei processi mentali non mi capisco neanche io.
Magari sto impazzendo.
O più semplicemente sono un fannullone, nel senso che pur avendo voglia di correre, mi costringo a stare a casa perché non mi va di uscire.
Più che fannullone direi pantofolaio.
Sì, pantofolaio è il termine adatto.
Accidenti a me!

Mi devo armare di forza di volontà perché non può sempre finire così, che rimango a casa.
È ora che cambio modo di affrontare la svogliatezza.

Mia armo della forza di volontà che vado a pescare nei posti più reconditi di me stesso.
Non pensavo di avercela ancora. Invece con mio stupore ci sta, la trovo, ed è ancora molto forte.

Ho deciso. Mi cambio, mi metto un qualcosa di sportivo adatto alla corsa, le scarpe da ginnastica e vado.
Prendo le cuffie e le attacco al cellulare. Metto un po’ di musica che mi allieta la corsa e vado.

Inizio subito a sentire il corpo che rinasce.
Mi sento bene, molto bene.
Al diavolo il mio essere pantofolaio.
Da oggi darò più retta e vigore alla mia forza di volontà per uscire fuori a correre.
Correre all’aria aperta è una cosa che mi fa bene. Non c’è ragione perché io debba restare in questo limbo tra il voler correre ma non voler uscire, rinunciando alla fine a correre perché vince sempre la parte che non vuole uscire.

Si dice che volere è potere. Quindi da oggi si cambia musica. La volontà di correre avrà sempre la priorità.
Ve lo consiglio!